sabato 5 novembre 2016

L'amante argentino: il tango, pretesto e protagonista

Non amo particolarmente gli stereotipi e cerco di evitarli il più possibile. Mi succede anche quando scrivo le mie storie, che hanno quasi sempre per protagoniste donne sicure, che hanno idee e obiettivi nella vita e che vengono messe in difficoltà da amori non stereotipati: un principe sposato di 17 anni maggiore per una delle migliori tenniste del mondo (L'amante mitteleuropeo, che trovate in vendita su amazon.com), un attore famoso a 21 ore d'aereo da tutto quello che le interessa per una popolare attrice italiana (L'amante argentino, che sto scrivendo), un adolescente caparbio per un'architetta torinese di una decina d'anni più grande (questo sarà l'ultimo romanzo della mia trilogia dedicata agli amanti inaspettati).

Adesso, che sto scrivendo L'amante argentino, mi trovo alle prese con il tango. Banale, no? Si può parlare d'Argentina senza parlare di tango? Ho vari amici argentini e nessuno di loro sa ballarlo e, penso, che chiedere loro di farlo sarebbe come chiedere a noi italiani di suonare il mandolino.


Il tango in realtà entra nel mio racconto d'amore perché è parte di una delle scene più importanti de La milonga de mi hermano, il film che Ale è andata a girare a Buenos Aires, trovandosi poi immersa in un amore che potrebbe cambiarle la vita. Nella luce di un imbrunire primaverile, l'Avenida 9 de Julio sarà chiusa per qualche ora al traffico (ma non completamente ai fans...), per permettere ai due protagonisti del film di girare la scena finale: un tango appassionato, in un lunghissimo piano sequenza con l'Obelisco sullo sfondo. Il fatto che sia un unico piano sequenza fa sì che Ale e Luciano debbano prepararsi con cura alla scena, con professori ballerini, che prestano attenzione non solo la correttezza della coreografia, ma anche la chimica degli sguardi e del linguaggio corporale.

E la preparazione di questa scena permette ad Ale di vivere anche divertenti momenti notturni con il suo bell'amante argentino, Martin, nato e cresciuto a Boca, il quartiere dove il tango è nato e da cui lui è andato via per inseguire il sogno (realizzato) di diventare attore. Una danza sensuale e drammatica, con ruoli definiti, che però è soprattutto improvvisazione, dettata dalla musica e dalle emozioni, dominio maschile e docilità femminile che, grazie alla sensualità, a volte si ribaltano. Come nella vita, in fondo.


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