mercoledì 19 ottobre 2016

François Mitterrand, le lettere a Anne e la forza degli amori clandestini

Chi ha letto L'amante mitteleuropeo probabilmente se n'è accorto: sono attratta dalle storie d'amore 'proibite', che travolgono le regole e la morale corrente e che resistono al tempo. Anche per questo mi ha molto colpito il libro uscito recentemente in Francia Lettres à Anne, che riporta d'attualità l'amore segreto di François Mitterrand per Anne Pingeot, da cui è nata la figlia Mazarine, non riconosciuta ma sempre amata e sempre presente nella sua vita. Tra Mitterrand e Anne, 27 anni di differenza e un amore lungo 30 anni, non senza crisi e difficoltà.

Nelle lettere scritte all'amante, Mitterrand rivela un lato romantico inedito e inaspettato in un uomo politico determinato, scaltro e cinico. Mentre contende la Presidenza della Repubblica a De Gaulle, si preoccupa perché Anne è mancata a un appuntamento e sente la sua mancanza. Mentre è a un vertice dell'Unione Europea accenna ai suoi vicini, ma poi torna a esprimere i suoi sentimenti e a riflettere con la sua amante. E nelle ultime lettere, malato e con pochi mesi di vita davanti, le scrive: "Sì, tutto è confusione. Vedo in me una cosa chiara. Fuori da te tutto si oscura. Non so più cosa fare di me, terminato il mio tempo. Ma uscirò da questa strana situazione, ridicola e pittoresca. E' già così difficile sapere che uso fare della vita, il resto è semplice, basta decidere. La mia felicità consiste nel pensarti e amarti. Sempre mi hai dato di più. Sei stata la mia opportunità di vita. Come non amarti di più?" Stavano insieme da una trentina d'anni e Mazarine aveva già una ventina d'anni.

La passione di Mitterrand per Anne è stata una costante del loro rapporto. 10 anni dopo il loro primo incontro, qualche anno prima della nascita di Mazarine, le scriveva: "Mia figlia, mia amante, mia moglie, mai sorella, mia Anne, il mio sempre e il mio per sempre, la mia fonte dei tempi... Se non fossi amato e attraversato da tutte le frecce, mi rimarrebbe ancora la forza sufficiente per leccarmi le ferite e desiderare da te il bacio con il tuo sapore, il segno impalpabile, il marchio indissolubile (e che nessuno percepisce, nonostante offra al mondo la sua verità, l'amore dell'anima), mi rimarrebbe ancora la forza per amarti in silenzio". Dopo tanti anni, non si può più parlare di eccitazione o passione per la clandestinità e il gusto del proibito: sono sensazioni che poi perdono di fascino, con il passare del tempo. Se si continuano a pensare cose così romantiche è perché il rapporto, diventato più profondo, è irrinunciabile o, come direbbe il principe Axel de L'amante mitteleuropeo, "non negoziabile".

Dopo aver faticato ad accettare l'amore per un uomo tanto più grande di lei, e per di più sposato, Anne si è trovata, intorno ai 30 anni, a scoprire che non poteva rimanere nell'ombra, senza essere se stessa, senza poter avere quella famiglia a cui aspirava. Leggere queste lettere, questa passione clandestina, che ha resistito agli ostacoli, al tempo, alle distanze, mi ha fatto pensare ad Axel e Ale, i protagonisti del mio L'amante mitteleuropeo. Anche Axel è sposato e, essendo un principe ereditario, non può né pensa di divorziare, ma non vuole rinunciare alla donna di cui si è innamorato; Ale non fatica ad accettare il fatto di essersi innamorata di un uomo che non potrà essere suo in modo tradizionale, ma non vuole rinunciare alla possibilità di crearsi una famiglia. Perché è lì che vanno a sbattere gli amori proibiti, nel fatto che il più debole deve rinunciare a una parte importante della vita di una persona, come la famiglia. E davanti a un ostacolo che sembra così insormontabile, un uomo innamorato, per quanto sposato, trova le risposte. Io ci credo davvero che Amor vincit omnia, lo dico sempre.

Sono le scelte fuori dagli schemi che fanno pensare a cosa siano davvero la fedeltà, il tradimento, l'amore. E' davvero tradimento, quando entrambe le persone sanno di essere parte di un rapporto finito, che si conserva solo per facciata? Anche Danielle Mitterrand aveva altre storie, più o meno stabili, e (giustamente) non stava a casa ad aspettare il ritorno del marito, dato che erano coniugi solo per il pubblico. Ne L'amante mitteleuropeo, Helena, la moglie di Axel, vive la propria vita, con viaggi, incontri, e probabilmente amori extraconiugali, dato che lei e il marito sono uniti solo dal trono e dagli interessi dinastici, come molte coppie sovrane di questi anni. Non ci sono vittime e non ci sono carnefici, quando tutto è chiaro e i compromessi sono stati raggiunti.

Mentre scrivevo L'amante mitteleuropeo e pensavo ai sentimenti dei due protagonisti, a tutto quello che Axel faceva per tenere Ale con sé, pur non potendole offrire un amore ufficiale, mi chiedevo spesso cosa sia davvero la fedeltà. E' davvero importante la fedeltà fisica? Quando dopo anni d'amore un uomo continua a pensare che quando entri in una stanza non esiste più nessun'altra o continua a scriverti lettere appassionate in cui ti dichiara che l'unica cosa che importa è amare te e te lo dimostra continuamente, è davvero importante che ci siano magari altre avventure? non è la fedeltà del cuore quella che importa davvero? Sono concetti piuttosto complessi per noi donne, siamo portate a considerare la fedeltà sessuale come la più importante, a causa del retaggio culturale, che ci identifica come angeli del focolare e che identifica il nostro successo (ma non quello degli uomini) nella stabilità del matrimonio e nell'educazione dei figli. Ma se la coppia si garantisce gli stessi diritti, le cose cambiano e le regole vanno riscritte.

Indagare in questi amori, che nascono nella seconda parte della vita degli uomini, è davvero interessante, anche per i cambi dei meccanismi psicologici nell'uomo che matura. La paternità dopo i 40 anni è diversa da quella vissuta intorno ai 25-30 anni, lo dicono tutti quelli che l'hanno sperimentata in entrambi i casi. L'amore è quasi un regalo inaspettato e forse per questo è più appassionato e in qualche modo travolgente: dai 40 anni in su è più facile il disamore e la disillusione che l'amore per cui superare dogmi e convinzioni di una vita. Cambiano anche le manifestazioni d'affetto: Jean Christophe Mitterrand, figlio di François e Danielle, ha lamentato come nella sua famiglia non ci fossero effusioni o contatto fisico, mentre "a quanto pare nell'altra famiglia era tutto il contrario". Chissà quanto di questi cambi di comportamento sia dovuto all'età, alla clandestinità della relazione, che spinge a cercare una sorta di compensazione.

Sentimenti, emozioni, contraddizioni che mi affascinano, che non mi sento di giudicare, non è un mio diritto, né penso sia di nessuno, e che mi piace scavare. Mi piacerebbe scoprire, prima o poi, amori clandestini in cui è lei quella che non può/vuole divorziare e ha un uomo nell'ombra che l'aspetta. Sarebbe bello indagare anche in quei sentimenti.


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