domenica 16 ottobre 2016

L'amante argentino: a Buenos Aires, tra Nordelta e Puerto Madero

Ho terminato i primi capitoli de L'amante argentino e le personalità dei due protagonisti stanno emergendo con caratteristiche a cui non avevo pensato, mentre me li immaginavo. Quello che mi piace, quando si inizia a scrivere una storia, è che i personaggi iniziano ad avere una vita propria e ad avere reazioni che non avrei immaginato, ma sono coerenti. A volte mi piace lasciarli andare, per vedere cosa fanno e come risolvere le situazioni in cui si sono cacciati.

Sin dall'inizio, però, avevo chiare alcune cose. Martín Álvarez, il protagonista, è uno dei più popolari attori di telenovelas argentine, è bello, ha un paio di irresistibili occhi verdi, è nato da un'umile famiglia di Boca e attraverso la recitazione ha trovato anche il riscatto sociale, aiutando i suoi genitori ad avere una vita migliore. Sposatosi con una famosa modella-conduttrice televisiva, si è trasferito a Nordelta. Alessia Ferrari, per tutti Ale, è una popolare attrice italiana, che ha saputo crearsi anche una solida carriera internazionale, lavorando anche negli USA, in Francia e in Argentina; è figlia d'arte, si è sempre mossa in ambienti cosmopoliti e raffinati e torna a Buenos Aires, pronta a tuffarsi nell'ennesima avventura. Per il soggiorno porteño, la produzione le ha proposto di scegliere tra un appartamento a Palermo, uno a Puerto Madero e uno a Recoleta; tre quartieri e tre idee di Buenos Aires: lei ha scelto Puerto Madero e si è insediata nell'elegante appartamento di una delle torri del quartiere, con vista spettacolare sul Rio de la Plata.


Nordelta e Puerto Madero. Lo sapevo sin dall'inizio. Nordelta perché è il quartiere a più alta concentrazione di celebrità in Argentina: che si tratti di politica, spettacolo o cultura, le personalità più importanti del Paese vivono lì. E' un quartiere chiuso, in cui non si entra senza permesso, insomma, come si usa nell'America Latina dalle forti disuguaglianze sociali. E' il modo scelto dagli agiati per proteggersi dalla mancanza di sicurezza e per creare un mondo artificiale, di villette a schiera o di condomini non troppo alti, immersi nel verde, con giardino per l'immancabile asado domenicale; ci sono tutte le comodità, dalle scuole alle palestre, dai centri commerciali ai campi di golf. A caratterizzare Nordelta ci sono anche i laghi sui quali si affacciano le ville, con i loro porticcioli e la possibilità di navigare e costruire paesaggi bucolici. E' un mondo artificiale, si diceva, ma appartiene all'immaginario argentino, è uno status symbol, è un modo di dire sono arrivato, sono anch'io tra i ricchi, belli e famosi. Martín si è trasferito dopo il matrimonio, per un'idea di famiglia e di sicurezza che avesse basi solide, per lui è stato come un passaggio dalla gioventù all'età adulta, dalla vita bohemienne e l'appartamento da scapolo a Palermo a quella di padre famiglia con villa, giardino, vista lago e l'immancabile cane. Per lui, pensandoci bene, Nordelta rappresenta anche una rivalsa sulle sue origini umili, la conferma che il suo talento e il suo impegno possono garantire ai suoi figli lo stile di vita agiato che lui non ha conosciuto da bambino. E' stato facile decidere che Martín avrebbe abitato a Nordelta.


Come è stato facile decidere che Ale avrebbe scelto Puerto Madero e la vista sul Rio de la Plata. Per una ragione semplicissima: è dove vivrei io, se vivessi a Buenos Aires. Puerto Madero è il quartiere più interessante della capitale argentina: è stato costruito negli ultimi anni, con l'imponente riqualificazione del vecchio porto, che ha permesso di recuperare magazzini ed edifici abbandonati, trasformandoli in hotel e loft di grande fascino. Sono state costruite anche torri altissime, che svettano nel cielo porteño; sono state riqualificate le rive del fiume, con parchi e percorsi in equilibrio tra la fruizione dei cittadini ed esigenze ambientali; sono stati chiamati architetti di fama come Santiago Calatrava, che ha progettato il Puente de la Mujer. In pochi anni Puerto Madero è diventato il quartiere trendy di Buenos Aires, con ristoranti, gallerie d'arte, discoteche e locali aperti per buona parte della notte; si sono trasferiti qui artisti, intellettuali, designer e l'anima contemporanea della città. Potremmo davvero dire che Palermo e Recoleta rappresentano un po' la Buenos Aires che i turisti amano frequentare, per riconoscere le sue radici europee e sentirsi a casa. Puerto Madero invece rappresenta quello che Buenos Aires aspira a essere, una città moderna, creativa, vivace, rutilante. Se è vero che ho scelto Puerto Madero per affinità personali, è anche vero che Ale l'ha sentita immediatamente sua: una donna sicura di se stessa, con una carriera internazionale, con l'ansia di immergersi sempre nelle città che frequenta per lavoro e di confondersi con i loro abitanti, con la curiosità di scoprire l'insolito, non poteva scegliere un quartiere 'tradizionale'.

E adesso Martín e Ale sono lì, che si muovono abilmente tra Nordelta e Puerto Madero, distanti non solo per la geografia, ma anche per il traffico della capitale e, volendo, anche per stile e obiettivi di vita dei loro abitanti; fanno i salti mortali per far coincidere i loro orari impossibili, ma cosa fa, quando l'amore inizia a piantare i suoi semi!


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