giovedì 14 luglio 2016

L'amante mitteleuropeo: un'intervista ad Axel del Wilhemstein!

Tutto quello che sappiamo del principe Axel del Wilhemstein è filtrato dagli occhi di Ale, ne L'amante mitteleuropeo. Giusto perciò incontrarlo, perché per una volta l'io narrante sia lui e abbia la possibilità di raccontare il suo punto di vista, i suoi interessi, le sue passioni. Ed eccolo qui, bello, biondo e gentile, nei giardini di Veilvesk, la bella residenza barocca in cui vive, a circa un'ora da Wilhemstein. I modi sono educati, l'attenzione è sempre impeccabile, ma a volte lo sguardo non nasconde un filo di divertimento. E c'è persino un po' di ironia, quando mi dice: "Non mi piace rilasciare interviste, come avrà notato, la Famiglia regnante del Wilhemstein non appare quasi mai su Point de vue o Paris Match, faccio un'eccezione per lei, per gratitudine, dato che sono una sua creatura".

- Altezza, ha letto L'amante mitteleuropeo?
Sì, certo, e ne approfitto per ringraziarla per avermene mandato una copia. E' stato un pensiero molto gentile, da parte sua.

- Si riconosce nelle parole di Ale?
Le cose sono successe così come sono state raccontate, non posso davvero contestare niente. E' un punto di vista molto femminile, molto da Ale; le sue riflessioni mi hanno fatto pensare molto, sia alle cose successe sia a quanto i punti di vista cambino la prospettiva delle cose. Abbiamo vissuto le stesse cose, non sempre le abbiamo interpretate nello stesso modo e questo è stato molto interessante; è stato emozionante scoprire i suoi pensieri.

- Un esempio sulle differenze di interpretazione?
Senza fare troppi spoiler, che immagino i lettori del suo libro non apprezzerebbero, essere principe e sposato non sono buone premesse per la riuscita di una relazione. Ci sono temi morali ed etici che non abbiamo interpretato nello stesso modo; è stato difficile vivere e affrontare queste sfide, anche parlarne con Ale, evidentemente. Sapere come lei ha interpretato il mio modo di agire, conoscere i suoi pensieri più intimi, anche quando sono stati dolorosi, è stato emozionante per me. Mentre leggevo il racconto di Ale, pensavo che potrebbe raccontare la stessa storia dal mio punto di vista: gli equilibri tra i miei doveri e i miei desideri, il tempo passato a pensare come incontrarla senza essere scoperto con lei, le notti a guardare il tennis in tv, solo per vederla, il suo modo di fare l'amore, diventato irrinunciabile per me, la voglia di averla tutte le volte che era sulle copertine di qualche giornale con un altro uomo. Potrebbe essere interessante scoprire anche i miei sentimenti, la mia sofferenza e il modo in cui questa relazione è diventata non negoziabile per me.

- Ci penserò, Altezza, le prometto che ci penserò! Cosa significa essere principe nel XXI secolo?
Non so come fosse in passato. Una monarchia costituzionale, come quella del Wilhemstein, dà la possibilità di rappresentare il proprio Paese e di esercitare una certa moral suasion per lo sviluppo della società. Non conosco altra condizione di vita, non ho avuto possibilità di sognare un destino diverso né, molto probabilmente, l'avrei voluto: mi è piaciuto prepararmi per il trono, apprendere cose nuove, sapere di poter influire, da una posizione super partes, sul futuro del mio Paese. E' stato molto appassionante per le possibilità che mi ha offerto, e mi offre tutti i giorni, di incontrare personalità interessanti, di lavorare per il benessere dei miei concittadini, di partecipare a eventi storici, che influiscono nel futuro del Wilhemstein. Il mio Paese è piccolo, è facile avere un rapporto diretto con la cittadinanza, basta la visita a un ospedale, l'inaugurazione di un centro di ricerca, l'apertura di una mostra, per poter scambiare qualche parola con le persone. E anche accompagnare i miei figli a scuola o chiacchierare con i loro compagni, quando vengono a casa a fare i compiti. Ci sono molti input che bisogna saper interpretare e utilizzare al momento giusto. Non posso immaginarmi qualcosa di più appassionante per me.

- Davvero non ha mai immaginato un'altra vita per sé?
No, a 8 anni ho saputo che sarei stato il futuro principe sovrano del Wilhemstein e da allora ho sempre inserito questo destino nella mia immaginazione. Non mi è costato e non sento di aver fatto grandi sacrifici perché, ripeto, tutto il processo di preparazione al trono, persino l'Accademia Militare a Sandhurst, è stato appassionante. Cosa avrei fatto se non fossi stato principe? Non ci ho mai pensato seriamente, ma probabilmente mi sarebbe piaciuto un lavoro legato alla storia, all'arte, ai viaggi. Mi piace moltissimo, quando ho tempo libero, andare nei posti più sconosciuti, per scoprire i tesori d'arte che nascondono, forse si è anche capito ne L'amante mitteleuropeo! Non c'è nessun posto in Europa che non valga la pena essere visitato, dovremmo esserne molto consapevoli.

- Lei si sente molto europeo, nonostante il Wilhemstein non appartenga all'Unione Europea
Be', provi a immaginarsi l'Europa senza il suo centro! Nel Wilhemstein è passata la storia del nostro Continente: siamo al confine tra la cultura germanica e quella slava, tra la religione cattolica e quella protestante. Nel nostro aeroporto atterrano Ryanair, Easyjet e Blue Air, la nostra Università, una delle più antiche della Mitteleuropa, partecipa ai programmi Erasmus, grazie agli accordi stretti con l'Unione Europea: come non sentirci europei?

- Quanto influisce il cattolicesimo nell'identità del suo Paese e nella sua stessa identità?
E' un discorso piuttosto complesso, che non vorrei venisse usato. Influisce moltissimo: nei secoli passati, quando non era indipendente, il Wilhemstein ha saputo mantenere la propria identità grazie a tre elementi. Gli Horzburg, la lingua e la religione: non si può immaginare il mio Paese senza il ruolo della Chiesa, come polo di socializzazione e di solidarietà, ma, allo stesso tempo, e qui parlo anche di me, la religione non è solo elemento di conservazione. I valori sono quelli solidi della famiglia, della solidarietà, dell'attenzione per il prossimo, ma sono aperti verso il futuro, guardano con tolleranza all'altro. Sono molto fiero di quest'interpretazione del cattolicesimo che diamo nel Wilhemstein.

- Il suo matrimonio con la principessa Helena offre un'immagine molto solida all'estero, ma nel Wilhemstein tutti sanno che non funziona da anni. Da cattolico, come vive questa contraddizione?
Anche questa domanda si presta a spoiler che potrebbero non piacere ai suoi lettori. Mantenendomi sul generico, direi che il fallimento del mio matrimonio è una delle cose più dolorose della mia vita: credo che il matrimonio debba durate tutta la vita, mi sono sposato a 24 anni, giovanissimo e molto innamorato della principessa Helena, che è stata il mio primo grande amore. Quando ci siamo promessi amore fino alla morte, ci credevamo entrambi davvero, forse per questo è stato molto doloroso scoprire che non sarebbe stato così. Abbiamo iniziato a camminare in direzioni diverse senza accorgercene e quando ce ne siamo accorti era tardi, avevamo poche cose da raccontarci. Succede, ma questo dolore di non essere stato fedele alla promessa matrimoniale è davvero cosa solo mia.

- Cosa l'ha colpita in Ale?
A prima vista, quello che colpisce tutti gli uomini: è molto bella. Poi, frequentandola, la sua capacità di stupirmi sempre. Non annoiarsi con una persona che si conosce sempre di più, non è affascinante?

- Come ricorda il vostro primo incontro?
Conosco la sua famiglia da sempre, non posso dire quando è stata la prima volta che l'ho vista, era una ragazzina, di sicuro. Ma mi piace come Ale ha raccontato la sera in cui ci siamo guardati per la prima volta come un uomo e come una donna e non come personaggi sullo sfondo. E' stato un momento magico e curioso anche per me, non mi era mai capitato prima di guardare una donna, sentire che poteva cambiarmi la vita e sapere che stava sentendo la stessa cosa. Dopo quella sensazione non mi sono più fermato, fino a riuscire a incontrarla da solo; e, davanti alle difficoltà, mi è sempre tornata in mente per spingermi a non mollare. Mi creda se le dico che poche cose sono valse tanto la pena nella mia vita come il mio amore per Ale. 

- Quali sono le altre?
I miei figli e il Principato, indubbiamente. Sono i miei motori.


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LaFeltrinelli - http://www.lafeltrinelli.it/ebook/xale/l-amante-mitteleuropeo/9786050443493
ebook.it - https://www.ebook.it/narrativa/127078-lamante_mitteleuropeo-9786050443493.html
Mondadori - http://www.mondadoristore.it/L-amante-mitteleuropeo-Ale-X/eai978605044349



"Entri tu in una stanza e non ce n'è più per nessuna, io vedo solo te" - Axel
"Sei tu che mi ispiri, non sai quante idee mi fai venire tutte le volte che ti vedo" - Ale


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